Portare a compimento la riforma della distribuzione del gas naturale

CESISP laboratorio Reti distribuzione gas

Autore

Ing. Silvio Bosetti

Titolo

Portare a compimento la riforma della distribuzione del gas naturale

Abstract

Il gas naturale permane una fonte energetica essenziale per l’Italia ed un segmento fondamentale della correlata filiera è quello della distribuzione locale.
La riforma del servizio di Distribuzione del Gas, indirizzata per Legge fin dall’anno 2000 (D.Lgs 164/2000), viene specificata dall’articolo 46-bis del Decreto Legge 1 ottobre 2007, n. 159 ed è successivamente perfezionata con i Decreti Ministeriali del 2011: si incrementano le dimensioni territoriali delle Concessioni, creando gli Ambiti (177 ATEM) e si definiscono le nuove modalità di affidamento (Gare) per una durata di 12 anni.
Così il Ministero preposto (MISE) motivava la suddetta riorganizzazione: “ (…) alle nuovi gestioni spetta dunque il compito di assicurare impegnativi investimenti in manutenzione e sostituzione di molte reti di distribuzione che hanno raggiunto un tasso elevato di obsolescenza, dato l’ormai pluridecennale sviluppo della metanizzazione italiana, nonché per completare la metanizzazione del territorio, in particolare nel Mezzogiorno, dato che, con la riduzione delle risorse statali a disposizione, il finanziamento pubblico di tali opere si è sostanzialmente ridotto”. A 18 anni dal D.Lgs 164 del 2000, a 11 anni dal D.Lgs 159/2007 ed a 7 anni dai Decreti Ministeriali sugli ATEM (2011), le procedure per i nuovi affidamenti stentano tuttavia a decollare e, a maggior ragione, a completarsi.
Tuttavia la necessità di attuare la riorganizzazione del servizio, pur dopo una così lunga attesa, permane integralmente: sebbene l’Italia, nelle strategie energetiche ed ambientali, abbia infatti intrapreso la politica di incrementare significativamente l’utilizzo delle fonti rinnovabili, la funzione del gas naturale quale fonte energetica resta imprescindibile e insostituibile, nonché, anche coerente con i nuovi indirizzi della Strategia Energetica Nazionale (Vedasi SEN 2017). In tale prospettiva persiste quindi l’urgenza di riorganizzare e stabilizzare lo scenario gestionale, per stabilizzare il contesto gestionale e consentire di riprendere gli investimenti, soprattutto quelli per le manutenzioni, il potenziamento e l’innovazione delle relative infrastrutture. In questo documento si sintetizza una ricerca svolta tra luglio ed ottobre 2018. Sono stati esaminati i ruoli e le azioni intrapresi dai vari soggetti, che a differente titolo, sono preposti a governare e/o a partecipare alle gare: Ministero Sviluppo Economico, Autorità per l’Energia, Enti Locali, Gestori, Stazioni Appaltanti Consumatori, Autorità di Controllo, Parti Sociali. Ne emerge un quadro in cui la totalità delle voci converge nel dichiarare che le gare debbano essere svolte. Il nuovo assetto – considerano in molti – porterebbe tariffe calmierate, ingenti investimenti di mantenimento e sviluppo di reti e impianti, le condizioni per conservare un elevato livello di sicurezza e qualità del servizio, il consolidamento di un settore industriale e di capacità di lavoro di pluriennale esperienza e che ha un grado di eccellenza riconosciuto internazionalmente.
Cosa e chi può quindi rendere possibile l’avvio sistematico delle Gare d’Ambito e rilanciare un’auspicata iniziativa istituzionale ed industriale? Nelle pagine hanno la “pretesa” di dare risposta al quesito e di creare le condizioni per un luogo di confronto (“Laboratorio”) tra i principali attori di questa eccellenza italiana. Questo documento è stato chiuso il 31/10 /2018.